Paolo Pizzarotti, inoltre, ha aggiunto alla sua dote in terreni la sua capacità di costruttore, realizzando la struttura di una nuova cantina che stupisce per la miscellanea fra tradizione, tecnica e bellezza architettonica. Tra queste pareti vengono vinificate tutte le uve ottenute nei poderi aziendali: l’automazione è alta, l’imbottigliamento completamente automatico, la pigiatura gravitazionale, ed i preziosi succhi possono essere affinati in una barricaia sotterranea composta da 700 barriques da 225 litri. Il progetto è ambizioso, ma sempre più reale: ottenere l’eccellenza lavorando solo su vitigni autoctoni, perseguendo solo la qualità compromessi. Come piace dire a Paolo Pizzarotti e ad Andrea Ferrari, i migliori vini sono quelli che ancora devono fare. Ma anche quelli prodotti sino ad oggi sono in grado di accontentare i palati più esigenti: nessuno potrà più storcere il naso parlando del vino dei Colli di Parma, dopo aver bevuto un qualsiasi nettare di Monte delle Vigne.