Quando, nel 1966, Paolo Pizzarotti iniziò a prendersi cura dell’azienda agricola che la sua famiglia possedeva, era ben consapevole che il suo cammino sarebbe stato continuare quello che da tre generazioni la sua famiglia faceva. Avrebbe costruito case, ponti, aeroporti, dighe, musei, strutture all’avanguardia, metropolitane, sino a far diventare la sua azienda terza in Italia fra le imprese di costruzioni.
L’azienda agricola di famiglia e i terreni circostanti, che alla morte del padre aveva curato con filiale affetto, vennero affittati alla famiglia Auricchio, che sulle colline parmigiane coltivava granoturco ed erba medica.
Nel 1983, sui terreni collinari che confinano con la tenuta di Paolo Pizzarotti, Andrea Ferrari cominciava la sua straordinaria rincorsa di un sogno. Sapeva che quella era storicamente una zona ad alta vocazione vinicola, sin dal medioevo in quella zona era radicata una delle migliori produzioni vinicole della zona, e dall’inizio dell’Ottocento quelle colline erano sempre state il cuore del DOC Colli di Parma, prima che la filossera sgominasse le rigogliose vigne.






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