Azienda

Attraversata dall’antica via Francigena, che in epoca medioevale conduceva i pellegrini da Canterbury a Roma, e circondata da due parchi naturali, quello fluviale del Taro e quello dei Boschi di Carrega, Monte delle Vigne è immersa nell’armonioso paesaggio delle dolci colline parmensi, a circa 250 metri di altezza sul livello del mare. L’antico percorso seguito dai pellegrini fa da spartiacque tra i vigneti esposti ad est, le Malvasie e i Sauvignon, ed i rossi del versante ovest, le Barbere e le Bonarde. Sui piani, infine, il Merlot, lo Chardonnay ed il caratteristico Lambrusco e con essi la nuova cantina, ipogea, a pigiatura gravitazionale, perfettamente integrata nell’ambiente circostante e progettata per ottenere il massimo risultato qualitativo da ciò che la natura può offrire.
Sessanta ettari di vigneto nel cuore della zona DOC Colli di Parma, con esposizioni tali da concedere alle uve sui diversi versanti il privilegio di una maturazione omogenea e completa.
L’azienda prende il proprio nome da una citazione di Frà Salimbene De Adam, cronista medioevale, che nelle sue cronache indica questa zona proprio come "li Monti de le vigne". Colline dolci, linee morbide che da 300 metri di altezza scendono fino alla riva destra del Taro. Terreni profondi, marnosi, ricchi di calcio ed argilla, fortemente minerali, che concedono alla vite di sviluppare struttura, intensità ed aromi. Ed infine il clima, dolce anche in inverno, mentre d’estate l’aria che sale dal Taro crea sbalzi termici tra il giorno e la notte di 10 gradi, condizione essenziale per produrre vini di grande finezza.

Quando, nel 1966, Paolo Pizzarotti iniziò a prendersi cura dell’azienda agricola che la sua famiglia possedeva, era ben consapevole che il suo cammino sarebbe stato continuare quello che da tre generazioni la sua famiglia faceva. Avrebbe costruito case, ponti, aeroporti, dighe, musei, strutture all’avanguardia, metropolitane, sino a far diventare la sua azienda terza in Italia fra le imprese di costruzioni. L’azienda agricola di famiglia e i terreni circostanti, che alla morte del padre aveva curato con filiale affetto, vennero affittati alla famiglia Auricchio, che sulle colline parmigiane coltivava granoturco ed erba medica.

Nel 1983, sui terreni collinari che confinano con la tenuta di Paolo Pizzarotti, Andrea Ferrari cominciava la sua straordinaria rincorsa di un sogno. Sapeva che quella era storicamente una zona ad alta vocazione vinicola, sin dal medioevo in quella zona era radicata una delle migliori produzioni vinicole della zona, e dall’inizio dell’Ottocento quelle colline erano sempre state il cuore del DOC Colli di Parma, prima che la filossera sgominasse le rigogliose vigne.
L'idea di Ferrari non era semplicemente quella di produrre del buon vino, continuando a puntare sui prodotti piu tipici della zona, ma di arrivare a produrre vini fermi, in una zona da sempre nota soprattutto per i rossi ed i bianchi frizzanti. Un'aspirazione che si concretizzò nei primi anni novanta, quando vide la luce Nabucco, un rosso IGT affinato in barriques per 12 mesi e per altrettanti in bottiglia, il vino che Andrea Ferrari da sempre sognava e che da subito iniziò a rendere celebre il marchio Monte delle Vigne. A Nabucco seguono poi Callas, una Malvasia in purezza vinificata ferma ed affinata in acciaio per sei mesi, e Monte delle Vigne Rosso, stesso uvaggio del Colli di Parma rosso ma vinificato fermo.

Nel 2004, quando la famiglia Auricchio non rinnovò l'affitto della tenuta, Paolo Pizzarotti ebbe delle perplessità, non pensava certo di poter tornare alla sua giovanile passione per la terra. Invece, alla sua porta si presentò Andrea Ferrari, e ci volle poco, pochissimo, per farlo decidere di entrare in società con il viticoltore, portando in dote all'azienda Monte delle Vigne 150 ettari di terreno confinante con il possedimento originale, magnificamente esposti e vocati alla produzione vinicola. Iniziò cosi una nuova avventura e con essa iniziarono ad essere piantati nuovi vitigni, sempre autoctoni, al ritmo di 10 ettari all'anno: oggi gli ettari a vigna sono 60 e l'azienda produce 350.000 bottiglie all'anno, con l'obiettivo di raggiungere presto le 700.000.

Paolo Pizzarotti, inoltre, ha aggiunto alla sua dote in terreni la sua capacità di costruttore, realizzando la struttura di una nuova cantina che stupisce per la miscellanea fra tradizione, tecnica e bellezza architettonica. Tra queste pareti vengono vinificate tutte le uve raccolte manualmente nei poderi aziendali: l’automazione è alta, l’imbottigliamento completamente automatico, la pigiatura gravitazionale, ed i preziosi nettari possono essere affinati in una barricaia sotterranea composta da 700 barriques da 225 litri. Il progetto è ambizioso, ma sempre più reale: ottenere l’eccellenza lavorando solo su vitigni autoctoni, perseguendo solo la qualità senza compromessi. Come piace dire a Paolo Pizzarotti e ad Andrea Ferrari, i migliori vini sono quelli che ancora devono fare. Ma anche quelli prodotti sino ad oggi hanno consentito all’azienda di raggiungere importanti traguardi: presenti sulle più importanti guide enologiche nazionali, i vini di Monte delle Vigne hanno infatti ottenuto i più prestigiosi riconoscimenti dai maggiori esperti del settore. Duemilavini, le guide de L'Espresso, Veronelli e Gambero Rosso, tra gli altri, li hanno qualificati tra i migliori in Italia.
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